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La pizzica ha origini molto antiche che risalgono sembra addirittura a culti dionisiaci molto comuni nell’area del Salento, provenienti dalla Grecia, e fatti propri dalle popolazioni locali. Il culto in onore del dio Dioniso era particolarmente sentito: durante i  festeggiamenti le popolazioni si lasciavano andare pubblicamente a comportamenti sfrenati, aiutati dal vino. Dioniso a Roma era identificato appunto con Bacco. Tutto ciò va inserito nel contesto che il Salento era una terra costantemente sotto l’influenza della Grecia e che, ancora

Quella della lavorazione della ceramica e della terracotta è una delle più antiche tradizioni artigianali salentine. L’origine viene addirittura fatta risalire al periodo preistorico. L’argilla, infatti, in questa terra, viene lavorata dai maestri figuli, ormai da secoli, secondo riti, passaggi e fasi rimaste immutate nel tempo. Tra i prodotti caratteristici quelli appartenenti all’arte orciaia: prodotti e contenitori tra cui, l’orcio, la pignata, il cucco, la fiasca, i trimmuni, il limmo e molti altri oggetti e contenitori utilizzati per la conservazione e

In quasi tutti i comuni del Sud Salento, vi sono piccole filatrici e tessitrici con telaio tradizionale salentino, che funziona a pedali, di origine antichissima, ha la forma rettangolare ed è in legno d”ulivo. Anche i ricami, i merletti e i pizzi, sono uno dei maggiori vanti delle esperte artigiane del Salento, tramandata di madre in figlia. Non esiste un solo paese della provincia in cui non vi sia almeno una ricamatrice-merlettaia, capace di fare puntine, tramezzi per decorare i

La produzione di cartapesta è tipicamente leccese. Anche le origini di questo antico mestiere risalgono a qualche secolo fa. Si dice che sia nato nel ‘600, nel retrobottega di qualche barbiere. Altri, invece, sono del parere che sia stato inventato da gente più modesta che si divertiva a modellare paglia e stracci rivestendoli di carta, realizzando così le famose statue e figure sacre che tutt’oggi arricchiscono le tante chiese del Salento.

La pietra leccese, oltre al facile reperimento, garantiva, infatti, per le sue qualità intrinseche, una buona lavorabilità e una straordinaria capacità di accrescere la sua durezza e la sua resistenza col passare del tempo. E’, dal punto di vista chimico, una roccia calcarea appartenente al gruppo delle calcareniti e risalente al periodo miocenico; diverse le sfumature di colore, dal bianco all’ambrato. Le chiese, i palazzi gentilizi, le decorazioni ornamentali: tutto a Lecce e nel Salento è stato voluto e realizzato

Nel passato il ferro non veniva utilizzato molto, e la sua diffusione si ebbe solo in un’epoca avanzata, a causa dell’impossibilità di raggiungere la temperatura necessaria per la fusione di questo metallo e per la successiva lavorazione. Un’altra causa del ritardo nell’utilizzo di questo materiale è l’errata considerazione che gli antichi avevano su questo metallo. Strumentazione, fasi e metodi di lavorazione hanno subito poche variazioni nel corso dei secoli. Infatti, secondo molti, il ferro era considerato un metallo molle e

Il calzone leccese è un grosso fagotto di pasta fritta che viene farcito con pomodoro e mozzarella). In aggiunta a questi ingredienti si possono trovare anche con olive, capperi, basilico, ricotta ecc. Oltre alla versione classica si possono gustare anche calzoni con provola e speck, ripieni ai funghi passando per quelli alle verdure o alle versioni piccanti e vegane.

Le zeppole di San Giuseppe fritte sono un dolce tipico della cucina Salentina e derivano da una tradizione antica risalente addirittura all’epoca romana. Secondo la tradizione dell’epoca, dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera e, per questo motivo, i romani gli diedero il simpatico appellativo di “frittellaro”.

Il rustico fa parte della tradizione gastronomica “da passeggio” del Salento ed è possibile trovarlo in ogni forno, bar o rosticceria. Viene prodotto utilizzando due dischi di pasta sfoglia di circa 10 cm di diametro il disco inferiore e 12 quello superiore, ai quali si unisce un ripieno di mozzarella, besciamella, pomodoro e sovente pepe e noce moscata; viene spennellato con uovo e cotto in forno, per ottenere una resa migliore dalla pasta sfoglia andrebbe tenuto in frigo qualche ora prima

Le “Pittule” non sono altro che frittelle salate di pasta lievitata e si usano in particolar modo sotto il periodo natalizio. Le pittule sono un piatto di magro e la tradizione vuole che siano servite il 7 dicembre, la vigilia dell’Immacolata. Anche se oggi si preparano in molte altre occasioni e sono immancabili negli antipasti di ristoranti e trattorie che servono cucina della tradizione pugliese. Possono essere semplici oppure impastate con cavoli, rape, cavolfiore e pizzaiola…in ogni caso sono davvero

La Frisella o Frisa, come la si chiama nel Salento, ha una tradizione antichissima, era infatti detta anche Pane dei Crociati, essendo uno dei vettovagliamenti della cambusa di questi, quando partivano per la Terra Santa da Otranto, Taranto, Santa Maria di Leuca e dagli altri porti pugliesi dopo essere obligatoriamente passati da Monte Sant’Angelo percorrendo la Via Sacra Longobardorum e aver reso omaggio al luogo sacro per antonomasia in terra italica, tanto sacro che San Francesco, giuntovi a piedi, non

Il pasticciotto è un dolce tipico della zona del Salento in Puglia, composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno, a molti ricorda un plumcake ripieno di crema. La nascita del pasticciotto risale almeno all’inizio del Settecento, e da allora ad oggi sono state proposte tante varianti a questo dolce che ha contribuito a rendere famosa la tipica cucina salentina. Spennellato di albume d’uovo prima della cottura in forno, il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata



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